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Il comune di Torreglia è situato nel territorio dei Colli Euganei in un'area di grande interesse paesaggistico, si divide fra piano e collina ed è considerato la "perla" dei Colli".

INFORMAZIONI TURISTICHE

Villa dei Vescovi: si tratta di una delle emergenze architettoniche tra le più importanti di tutta la regione Veneto. Realizzata nel XVI secolo su disegno del Falconetto, Villa dei Vescovi è stata di proprietà della curia vescovile di Padova per quasi cinquecento anni, fino al 1962, quando diventa di proprietà privata. Oggi fa parte dei beni del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano).Le sue caratteristiche essenziali, quali le larghe logge aperte che consentono di evocare sulle pareti armoniosi effetti di luce e il raro e raffinato ciclo di affreschi di Lambert Sustris, realizzano l'idea di compenetrare l'elemento naturale con l'architettura e la collocano comunque nell'ambito del Falconetto, che realizzava in quel tempo, anticipando il Palladio, la prima autentica architettura improntata ad un gusto "pittorico", che resterà, nei secoli, il tipico linguaggio espressivo dell'arte veneta nelle sue maggiori manifestazioni.

Eremo di Rua: situato sull'omonimo monte (m. 416), l'Eremo di Rua venne fondato nel 1339 e ricostruito nel 1537 dai Camaldolesi, che tuttora vi risiedono. Il complesso, immerso nel verde e nel silenzio, è introdotto da un portichetto con moderni altorilievi raffiguranti i Santi Romualdo e Benedetto. Dal piccolo cortile interno, una scala a doppia rampa conduce alla chiesa, semplice edificio con rustico campanile. Le celle dei frati sono intervallate da un breve appezzamento di terra coltivato a orto, sono disposte in tre ordini digradanti e collegate tra loro da un sentiero che gira attorno alla cima del colle. Per la stretta clausura l'eremo non è visitabile, è consentito l'accesso in chiesa solo agli uomini, la domenica mattina, per la funzione liturgica.

Hotel "La Torre": è il primo albergo di Torreglia, realizzato all'inizio del Novecento. Si tratta di un castelletto stile liberty del tardo Ottocento. E' una splendida tappa nell'incantevole scenario dei Colli Euganei, a pochi minuti dalle stazioni termali di Abano e Montegrotto Terme.

Chiesa di S.Martino: la Chiesa parrocchiale di Luvigliano, dedicata a S. Martino, è stata completamente rinnovata nelle forme in cui oggi la vediamo a metà dell'Ottocento, (il nuovo campanile, a forma romanica, è stato inaugurato nel 1852). All'interno è conservata la cinquecentesca Pala di S. Martino, opera del pittore bergamasco Girolamo da Santa Croce.

Il Castelletto: il Castelletto è un edificio quattrocentesco, proprietà della famiglia Aliprandi fino alla metà del XVI secolo, quando, a causa della pestilenza che in quel periodo flagellava tutto il territorio padovano, Elisabetta Aliprandi morì lasciando tutta la sua proprietà, la più ampia di Torreglia, ai monaci benedettini di Santa Giustina di Padova, a condizione che questi costruissero una chiesa dedicata alla Madonna della Misericordia. I monaci organizzarono la gestione della "corte", di circa 700 campi.

La corte vera e propria, cioè il centro direzionale era posta nella fattoria ai piedi del piccolo colle. Per la sua felice ubicazione collinare la Corte veniva utilizzata come sede di villeggiatura per i monaci dell'abbazia padovana. All'inizio del XIX secolo tutte le proprietà dell'abbazia di S. Giustina furono indemaniate, per le leggi napoleoniche: il Castelletto e la tenuta circostante furono comperati dal ricco mercante veneziano Angelo Commello.

La proprietà, passava poi ai principi Giovanelli e quindi all'Ordine di Malta, per poi essere smembrata nell'ultimo dopoguerra. Il Castelletto appartiene attualmente alla famiglia Todeschini.Oggi una strada vi sale fra antichi cipressi, conducendo fino al cancello. A sinistra è la piccola casa del custode, a destra s'innalza il muro degli edifici medioevali. Oltre il cancello una strada lastricata lungo l'alto muro più antico porta fino all'ingresso; in alto sono alcune mensole di trachite, che nel Duecento o forse nel primo Trecento sostenevano certamente una tettoia. Si entra nel cortile, piano, posto sulla cima del colle, dove basse siepi di bosco disegnano un giardino all'italiana sotto gli alti alberi.

A sinistra si trova la chiesa. La facciata è di bella architettura cinquecentesca padovana, con le lesene sormontate dall'elegante cornicione classico. L'ampio interno custodisce la tomba terragna di Elisabetta Aliprandi. L'edificio a destra dell'ingresso è l'antica abitazione del canonico Aliprandi, fondatore del complesso, il cui nome è inciso in eleganti lettere classiche sull'architrave di una porta di perfetto stile rinascimentale padovano. Nell'interno, nella prima sala a terreno, è riapparsa in alto sulle pareti una fascia di decorazioni a fresco di derivazione mantegnesca.

Il Roccolo: alle spalle del Rua, si può salire fino al passo del Roccolo, subito sotto il Monte Venda il più alto degli Euganei (m. 601). Salendo si può arrivare al Roccolo Bonato, restaurato nel 1998, il quale riporta viva l'immagine di una tradizione tipica dei Colli. Il Roccolo era una struttura che aveva lo scopo di catturare gli uccelli migratori. Veniva posizionato in luoghi strategici, come i valichi montani in cui si concentrava il flusso migratorio ed era formato da una torretta e da una siepe circolare.

Gli uccelli venivano attirati all'interno dell'area delimitata dalla siepe grazie ai richiami di uccelli tenuti in gabbiette. La siepe nascondeva una rete a maglia larga affiancata da una rete di maglia stretta. Una volta che gli uccelli scendevano all'interno del roccolo venivano spaventati dal  roccolatore mediante il lancio di una "paura", solitamente una specie di paletta di ramoscelli intrecciati. Il lancio di questo attrezzo e la contemporanea emissione di un fischio avevano l'effetto di spaventare gli uccelli.

Questi, pensando si avvicinasse un uccello rapace tentavano la fuga con volo basso andando a infilarsi fra gli alberi e quindi nelle reti. Questo luogo è meta per visite guidate da parte di scolaresche e di persone di ogni età, che trovano in questo paesaggio suggestivo, il piacere di riscoprire l'interesse culturale e naturalistico.

Vallorto: Vallorto è una valletta aperta ad est sulla pianura fino a Monte Castello. E' circondata per tre lati da falde delle colline e le case sembrano salire il pendio fino alla chiesa S. Sabino. Il ripido, ma basso monte Cerega la protegge dai venti settentrionali, mentre a sud il Monte Siesa e ad Ovest il Monte Rua digradando dolcemente la espongono ai raggi del sole.

La Valle è bella, l'area piana è delimitata dal recinto murario, in parte tutt'ora esistente di un grande brolo, che proteggeva la parte più graziosa della valletta. Il luogo ricco delle acque che scendono dalle pendici del Rua, era appartato rispetto alle grandi vie di attraversamento degli Euganei e protetto dal Castelletto di cui il campanile-torre di San Sabino, sembra essere stato parte. 

Forse anche per questo in Vallorto, come risulta dal catasto austro-italiano aveva  come pure in Val di Rio, una maggior concentrazione rispetto alle altre parti del paese. Anche se successivamente dal 1896 al 1913 si sviluppa l'industrializzazione e incominciano i mutamenti radicali. Infatti  già il 18 maggio 1913 viene messa la prima pietra della nuova parrocchiale: è il segnale della nuova tendenza, quella di attrarre il centro  del  paese in pianura.

Il Vallorto serba ancora oggi varie tracce dell'antico possedimento benedettino, integro nella struttura di vie e cortili. Lo rendono complesso la varietà e l'integrazione delle sue componenti: la stretta via che risale a S. Sabino, il Castelletto, il grande brolo con la corte turrita ad esso interna, e i tre lati di collina che lo circondano.  Le minute casette, che dal brolo si inerpicano  fin quasi alla sella della Mira, ripropongono l'usuale assetto di casa-cortiletto-strada.

Camminando con calma sulla stradina che porta a questi luoghi, ancor oggi, si può respirare una particolare atmosfera, specie dove il paesaggio e i segni del passato si fondono in una armonia donando infinite suggestioni.

NOME:COMUNE DI TORREGLIA
PROVINCIA:  PADOVA
REGIONE: VENETO
INDIRIZZO: Largo Marconi, 1 - 35038 TORREGLIA (PD)

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