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Antrodoco (in dialetto 'Ndreócu) è un comune di circa 2.800 abitanti, parte della provincia di Rieti e della Comunità Montana del Velino.

La Città di Antrodoco è situata lungo la via Salaria, a circa 20 km dal capoluogo provinciale, a 35 km da L'Aquila ed a circa 90 km da Roma. Da Antrodoco inizia la Strada Statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico, che la collega con l'Abruzzo, il Molise e Foggia.

Antrodoco, come la stessa etimologia del toponimo ("in mezzo ai monti") ci suggerisce, è circondato da montagne. A Nord-Est del paese si erge il Monte Giano (1820m). Da diversi kilometri di distanza si può notare sul monte la scritta "DVX" (duce, dal latino dux, ducis), composta da alberi di pino. La pineta, di circa otto ettari, fu realizzata dalla Scuola Allievi Guardie Forestali di Cittaducale nel 1939, per omaggiare Benito Mussolini; è stata recentemente restaurata, nell'estate del 2004.

Antrodoco è bagnato dal fiume Velino, il maggiore affluente del fiume Nera.

Secondo la classificazione climatica Antrodoco appartiene alla zona E, 2320 GR/G.

Toponimo 

Pare che il nome della cittadina venga dall'osco Interocrium, dalla radice antica ocre, ovvero "tra le montagne"; è ricordato col nome di Vicus Interocrea dal geografo classico Strabone, come Introthoco nelle fonti dell'alto medioevo e come Introduci al tempo di Madama Margherita d'Austria, coniuge del duca Ottavio Farnese, sposato a Cittaducale.

Epoca romana 

In epoca romana, Antrodoco è stata una mansio, una stazione di posta sulla via Salaria. Fu un centro che vide tra i suoi ospiti l'imperatore Vespasiano e i suoi figli Tito e Domiziano. Fonti latine menzionano anche le proprietà benefiche delle sue acque solfuree.

Medioevo ed età moderna

In età medievale, fu costruita una cittadella nella parte alta del paese, la "Rocca" (oggi chiamata dagli antrodocani "Rocchetta"), un avamposto inespugnabile e strategicamente importante lungo la Via degli Abruzzi. In seguito alla conquista normanna, Antrodoco venne a far parte del Regno di Sicilia e da Ruggero II fu concesso come feudo in capite a Raimondo da Lavareta. Ai Lavareta fu tolto nel 1226, a seguito di un assedio al castello ordinato dall'imperatore Federico II ed affidato a Rainaldo di Urslingen, duca di Spoleto, ed a suo fratello Bertoldo. Ma i due fratelli si ribellarono all'impero e tennero per loro il castello, che fu riconquistato dalle truppe imperiali nel 1233; nel 1382 fu comprato da Giovanna II di Napoli per 11.000 fiorini.

Antrodoco fu parte dell'Abruzzo Ultra, provincia del Regno di Napoli. Divenne feudo del marchese Giovanni Battista Savelli nel 1529, per poi passare, nel corso dei secoli, sotto la signoria dei Colonna, dei Bandini e dei Giugni.

Ottocento

Le gole di Antrodoco sono note per essere state il centro di quella che è considerata la prima battaglia risorgimentale: fra il 7 e il 9 marzo 1821 qui si scontrarono le truppe napoletane capitanate da Guglielmo Pepe e l'esercito austriaco, guidato dal generale Frimont. Pepe ebbe la peggio e Frimont venne ricompensato dal suo re, Ferdinando I, con il titolo di Principe di Antrodoco.

Nel 1860 Antrodoco, già parte del Regno delle Due Sicilie, diventa parte del Regno d'Italia. In questo periodo si manifestò fortemente anche in questo territorio, così come in quasi tutti i territori del Regno delle Due Sicilie, la resistenza popolare all'invasore sabaudo-piemontese: la cosiddetta Banda di Antrodoco, guidata da Domenico Natalucci, Pasquale Di Silvestro, Bernardo Di Biaggio, Angelo Di Biaggio, Giovanni Cenfi, Giuseppe Gregari, Carmine Bianchini, Giovanni Grassi e Giovanni De Angelis.

Fra il 4 e il 5 settembre 1862, la popolazione fu duramente colpita da un'alluvione (l'alluvione di Sant'Anna), che fece trentanove vittime: il fiume Velino, esondando, rase al suolo la chiesa di Sant'Anna, di cui non si hanno più testimonianze, e il borgo circostante.

Novecento

Nel 1927 Antrodoco, a seguito del riordino territoriale e amministrativo voluto dal regime fascista, entrò a far parte della appena costituita Provincia di Rieti, dopo essere stata per circa 600 anni capoluogo di mandamento del Circondario di Cittaducale, parte della Regione dell'Abruzzo Ulteriore del Regno di Napoli (poi Regno delle Due Sicilie).

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