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Amarelli - Fabbrica di Liquirizia dal 1731

Contrada Amarelli - S.S. 106

87067 Rossano (CS)

Tel: +39 0983/511219

Fax: +39 0983/510512

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1. UNA STORIA DI INNOVAZIONI CON RADICI SECOLARI

La pianta della liquirizia, il cui nome scientifico è "Glycyrrhiza glabra", è conosciuta ed impiegata da circa 35 secoli e cresce in molti paesi, ma - secondo quanto autorevolmente afferma l'Enciclopedia Britannica - la migliore qualità di liquirizia "is made in Calabria".

La storia della sua trasformazione è molto antica ed è legata alle vicende del latifondo e delle famiglie feudatarie calabresi.

Già nel 1500, quindi, si inizia a estrarre il succo di liquirizia e a questa attività si dedica anche la famiglia dei Baroni Amarelli, che alternava alla cura del proprio patrimonio agricolo anche un forte impegno militare (v. Alessandro Amarelli, crociato, morto in Palestina nel 1103 e Francesco Amarelli, uno dei vincitori della battaglia di Otranto, morto nel 1514) e culturale (come Giovan Leonardo, Conte Palatino e Priore dell'Università di Messina, morto nel 1667 e Vincenzo, patriota e maestro di Luigi Settembrini).

Nel 1731, secondo la tradizione, viene fondato l'attuale "concio" Amarelli, alla cui attività fu dato particolare impulso nel 1800 con il miglioramento dei trasporti marittimi e con i privilegi e le agevolazioni fiscali concesse dai Borbone a queste industrie tipiche.

Intorno al 1840 abbiamo testimonianza della vasta attività di Domenico -allargata fino alla capitale, Napoli- e di quella dei suoi discendenti, per giungere a Nicola che nel 1907 ammodernò la lavorazione con due caldaie a vapore. Da allora l'Amarelli, introducendo una serie di innovazioni tecnologiche che non hanno alterato le note artigianali del prodotto, ha incrementato sempre più la sua attività, rimanendo erede pressoché unica di una tradizione tipica della Regione Calabria.

Gli uffici hanno ancor oggi la sede in un'antichissima dimora di famiglia, risalente al 1400, che rappresenta un bell'esempio di organizzazione difensivo-lavorativa.

Di fronte, accanto ai capannoni del reparto produzione, svetta la ciminiera della caldaia, museo di se stessa, che porta la data del 1907 e che fu considerata, all'epoca, un impianto modernissimo. Ancora funzionante, anche se non più attiva, veniva alimentata con la sansa, residuo della lavorazione delle olive dopo averne estratto l'olio.

Nei capannoni dove si lavora la liquirizia troviamo ancora una grande macina di pietra del 1700, che veniva utilizzata per schiacciare i rami di liquirizia. Oggi le radici, sminuzzate da un apposito macchinario, passano attraverso una serie di fasi modernissime e computerizzate, mentre nei cuocitori finali si ritorna allo stadio artigianale.

Qui la lavorazione non è dissimile da quella descritta e illustrata dai grandi viaggiatori del diciottesimo secolo, fra cui l'Abate di Saint-Non.

Certo non c'è più il fuoco diretto sotto la grande "conca" in cui bolle la nera pasta, né ci sono più uomini che girano faticosamente la liquirizia, ma c'è ancora, a vigilare, il "mastro liquiriziaio" che controlla l'esatto punto di solidificazione del prodotto. La pasta densa, scura, lucida e profumata viene portata alle forme desiderate attraverso una serie di macchinari prototipo, frutto della centenaria esperienza aziendale. A questo punto c'è da seguire un ulteriore procedimento, la lucidatura, che avviene ancora esclusivamente con l'impiego di forti getti di vapore acqueo, senza aggiunta di alcuna sostanza chimica.

A questo punto le liquirizie, nere, brillanti e seducenti, sono pronte per essere confezionate in eleganti scatolette metalliche che riproducono antiche immagini tratte dagli archivi della Casa.

La gamma dei prodotti comprende tutto quanto si può ricavare dalle radici di liquirizia: il bastoncino di legno grezzo, le liquirizie pure dal profumo naturale o con aggiunta di aroma di anice o di menta, le liquirizie gommose profumate all'arancia e alla viola ed infine la liquirizia confettata, dal classico "bianconero" al ricercatissimo "sassolino dello Jonio". E poi il liquore, il rosolio, la grappa, il cioccolato, i biscotti, i gelati, i tagliolini sempre alla liquirizia e, infine, l'acqua di colonia e lo shampoo-doccia alla liquirizia.

Con la sua produzione la Amarelli è presente in tutti i mercati nazionali, in Europa, nell'America del Nord ed in quella meridionale ed in Australia, con particolare attenzione, ovunque, sia al settore dolciario che ai circuiti farmaceutico ed erboristico.

 

2. IL MUSEO DELLA LIQUIRIZIA "GIORGIO AMARELLI"

Il 21 luglio 2001 si è inaugurato il Museo della liquirizia "Giorgio Amarelli". La famiglia ne ha voluto fortemente la realizzazione nel desiderio di presentare al pubblico una singolare esperienza imprenditoriale, nonché la storia di un prodotto unico del territorio calabrese: in mostra preziosi cimeli di famiglia, utensili agricoli, una collezione di abiti antichi e, infine, macchine per la lavorazione della liquirizia, documenti d'archivio, libri e grafica d'epoca.

Il Museo si trova all'interno della storica residenza di impianto tardo quattrocentesco, da sempre dimora e stabilimento produttivo della famiglia Amarelli; la severità architettonica dell'edificio, ingentilita dagli interventi seicenteschi, le antiche stanze, i pavimenti in cotto e acciottolato, gli agrumi dei giardini, la piccola chiesa annessa, sono la viva testimonianza di quella storia e di quella tradizione di cultura che è possibile ritrovare nell'allestimento del Museo.

Un Museo nato per raccontare i tre secoli di vita di una attività, quella della produzione di liquirizia, che ha attraversato l'economia tardo aragonese, quella borbonica e infine quella post unitaria per giungere oggi a noi, e restituirci ancora intatto il sapore della tradizione e dell'artigianalità.

Il Museo della Liquirizia non è un magazzino della memoria, un tentativo didascalico di erudizione, ma un vero e proprio racconto che si snoda tra documenti rari, reperti industriali, immagini, oggetti di vita familiare, suggestioni e curiosità.

Un racconto che nelle intenzioni della famiglia Amarelli conoscerà sempre nuovi capitoli e nuovi arricchimenti, così come il progetto di allestimento museale realizzato prevede già nuovi spazi che in futuro consentiranno una offerta sempre più ricca e preziosa di contenuti, di rimandi, di informazioni per il visitatore, che qui, in questo piccolo nucleo di una grande storia può trovare l'immagine passata, presente e futura di una Calabria diversa e inaspettata.

3. CRONOLOGIA DEI SUCCESSI, VITA ASSOCIATIVA E COMUNICAZIONE

L'Amarelli ha ricevuto una serie di riconoscimenti e di premi in tutte le grandi esposizioni di fine Ottocento e così ancora nel secolo appena passato.

Nel 1987 l'Azienda ha ottenuto la medaglia d'oro della Società Chimica Italiana, per aver saputo coniugare la più avanzata tecnologia con il rispetto della tradizione tipica artigianale.

Nel 1996 l'Azienda è stata cooptata nell'Associazione internazionale "Les Hénokiens", con sede a Parigi, che raccoglie le imprese familiari bicentenarie di tutto il mondo e Pina Amarelli ne è stata per un quadriennio la Presidente internazionale. Presente su Internet con un sito molto ampio e ben articolato (http://www.henokiens.com) l'associazione offre la visione di un'esperienza di tanti secoli, proiettata verso l'avvenire. Questo prestigioso club ha in programma la partecipazione a convegni internazionali in tema di impresa familiare, l'organizzazione di conferenze sul medesimo argomento e la realizzazione di inchieste periodiche, attraverso i mass media, sull'andamento economico delle imprese familiari.

Nel 1999 la Amarelli, nella persona di Pina Amarelli, è stata chiamata nell'Associazione delle Aziende Familiari Italiane con sede a Milano e fa parte del Consiglio Direttivo.

Nel 2000 Pina Amarelli ha ricevuto la "Mela d'oro", riconoscimento intitolato a Marisa Bellisario e nel 2001 ha conseguito il "Premio Minerva", riservato a donne del Sud che si sono particolarmente distinte.

Il 17 novembre 2001 la Amarelli, ha ricevuto a Venezia il Premio Guggenheim - Premio Speciale Il Sole 24 Ore - assegnato per l'impegno di valorizzazione della cultura d'impresa, in una zona particolare del Mezzogiorno, legando una lunga storia di successo alle prospettive di sviluppo e coinvolgendo nei processi di crescita gli attori sociali locali.

Il 2 giugno 2003 Pina Amarelli è stata insignita dal Presidente Ciampi del titolo di Cavaliere Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per aver saputo coniugare impresa e cultura.

Nell'Aprile 2004 le Poste Italiane hanno dedicato un francobollo al "Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli" appartenente alla serie tematica "Il Patrimonio Artistico e Culturale Italiano", emesso in 3.500.000 esemplari.

Nello stesso anno la Amarelli è stata inserita nell'Albo delle Aziende Gemellate con l'Associazione delle Imprese Storiche Toscane ed è stata nominata socia onoraria delle aziende Centenarie della Campania.

Pina Amarelli ha presieduto la Sezione Agroalimentare di Confindustria Cosenza, è Accademico aggregato dell'Accademia dei Georgofili di Firenze, è nel Comitato Mezzogiorno di Confindustria, nella Commissione Nazionale Cultura di Confindustria dove coordina il settore degli investimenti culturali delle imprese, è componente del Consiglio Direttivo dell'AIDI (Associazione Aziende Dolciarie Italiane) con delega per il Sud, è membro del Consiglio del Touring Club Italiano ed è Consigliere Nazionale dell'AIDDA ( Associazione Italiana Donne Dirigenti di Azienda).

Attualmente è impegnata nell'ampliamento del progetto "Museo della Liquirizia", con l'allestimento di un orto botanico contiguo agli spazi museali.

Nel 2004 a Pina Amarelli è stato dedicato un libro, dal titolo "Pina Amarelli. "Il fascino discreto della liquirizia", voluto fortemente da Luigi Veronelli.

Infine, nel Giugno 2006, Pina Amarelli è stata nominata Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica, prima donna in Calabria ad ottenere questo prestigioso riconoscimento e nel 2008 ha ricevuto il Premio "Leonardo Qualità Italia 2008".

 

Scheda prodotti

Liquirizia Pura

Scatolette di metallo da 20gr e da 40gr che riproducono antiche immagini tratte dagli archivi della Casa, una vera icona per appassionati grandi e piccini che ha reso la Amarelli leader mondiale nel settore della liquirizia.

All'interno liquirizia purissima ottenuta esclusivamente da pregiate radici calabresi, sapientemente lavorate con perizia artigianale abbinata a tecniche innovative.

Tagliolini alla liquirizia

Sottilissimi Tagliolini aromatizzati alla liquirizia, da condire semplicemente con olio extravergine limone e bottarga o con un leggero pesto di liquirizia.

In autunno si sposano elegantemente con funghi porcini e una manciata di prezzemolo tritato o con il prezioso Tartufo.

Chicchi di liquirizia pura ricoperti di cioccolato extrafondente

Cioccolato e liquirizia, passione di un incontro, ragioni di una scelta: una leggendaria liquirizia con profonde radici calabresi abbinata ai cru di cacao più nobili del Sudamerica.

Un prodotto unico premiato con il Vassoio d'Argento al Cibus di Parma 2008.

Amarelline

Caramelline sugar free, piacevoli e morbide, da assaporare lentamente. Innovativo l'incarto che all'apertura non provoca fastidioso rumore e rende le Amarelline particolarmente adatte a essere gustate durante concerti, conferenze e convegni.

 

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